Pubblichiamo l’articolo molto bello di Rosa sull’incontro con don Pierre a Itri.
In Italia già da qualche settimana, Don Pierre Mansare ha avuto uno speciale incontro a Itri con i sostenitori italiani.
Arrivati in una ex scuola messa a disposizione di GuineAction per l’occasione, lo troviamo in abiti tipici che parla ora con l’uno, ora con l’altro. Porta con sé e in sé la sua Africa, il nostro punto di riferimento. Ci dice della sua gente, del suo Paese a forma di banana e di ebola: traspare una serenità a noi sconosciuta, una forza nell’affrontare anche quest’ultima emergenza che stupisce chi è abituato ad andare in tilt per molto meno.
Grazie agli aiuti giunti dall’Italia è riuscito a distribuire nella sua comunità acqua miscelata a un disinfettante indispensabile per arrestare l’epidemia e a istruire le famiglie sul come fare per evitare il contagio. Ovviamente anche il disinfettante, in Africa e in emergenza, ha risposto a una dura legge economica: se aumenta la richiesta, la disponibilità diminuisce e di conseguenza aumenta il prezzo…
Ma la vita non ha prezzo, è un dono del Signore, ce lo diciamo sempre… E ce lo dobbiamo dire anche quando prende forma in un paese di colore, in un povero, in una terra lontana, in una cultura diversa dalla nostra ma altrettanto meritevoli del diritto all’esistenza, alla salute, alla gioia…
L’abbraccio di Don Pierre è l’abbraccio di tutta la sua gente, della sua terra…Ci mostra foto bellissime del suo territorio e della sua comunità, ci fa vedere i progressi fatti nella costruzione dell’ambulatorio; ci rallegra la notizia che seguiamo ben quattro scuole assicurando così il diritto alla studio e all’emancipazione ad alcuni di coloro che non possono permetterselo.
Tutto bellissimo: un applauso! Più volte ci esorta ad applaudire: sì bisogna gioire i questi progressi!
Ci si deve chiedere allora se siamo veramente noi ad aiutare lui e la sua gente o se questa esperienza, questo comune sentire, questo scambio di emozioni, idee, gioie e dolori, non siano piuttosto balsamo per la nostra solitudine, le nostre sterilità. In un’epoca dominata da una vita virtuale, per riscoprire la bellezza di un sorriso, la profondità di una vita ‘semplice’ e genuina di cui abbiamo perso la bussola dobbiamo forse spingerci fino a Conacry…
Ed è proprio da questa terra straordinaria che Don Pierre ci porta una bellissima preghiera; la preghiera di una madre che diffonde il messaggio universale dell’amore. Durante l’incontro una mamma si alza in piedi e la legge a nome di tutti i presenti, delle mamme e dei papà, delle mamme e dei papà mancati… Per tutti e in particolare per questi ultimi che non hanno vissuto in prima persona l’esperienza di un grembo che cresce per un tempo, di un bimbo sulle spalle per un altro tempo e nel cuore per l’eternità, questa preghiera ha un significato ancora più profondo: una mamma non può fare tutto, tutta sola…
L’Africa, la Guinea, Don Pierre ci invitano di nuovo e costantemente alla condivisione: è forse questo uno degli insegnamenti più importanti sul quale riflettere…
Grazie Pierre per averci resi partecipi di questa straordinaria esperienza, di questa profonda preghiera.
Grazie per aver costruito un ponte solido tra la nostra e la tua terra, un ponte che consegneremo alle future generazioni con una convinzione: collaborare per garantire il diritto delle persone a vivere e a realizzarsi laddove sono nate, sfuggendo al dolore dell’emigrazione per necessità, allo strazio dell’abbandono involontario delle proprie radici, spesso per trovare umiliazione e disprezzo.
Grazie ancora per averci insegnato a non avere paura della solitudine perché soli non siamo mai.
Grazie per gli applausi che ci hai chiesto ricordandoci di gioire di fronte all’amore per la vita, all’amicizia che lega la nostra comunità alla tua.
Porta alla tua gente il nostro abbraccio, alle tue mamme il nostro sostegno, ai tuoi papà quella forza che siamo ancora capaci di trasmettere e ai tuoi bambini le nostre carezze e dì loro che gli amici di GuineAction ci saranno sempre!
Rosa Federica Grassi
