Info flash sui progetti nella Repubblica della Guinea
Eccomi qui a raccontarvi il mio terzo viaggio in Guinea vissuto insieme ad altri 10 amici meravigliosi. Quando si giunge in Guinea, c’è una cosa che colpisce in modo particolare tutti i viaggiatori – a parte il profumo inconfondibile della terra africana e i suoi colori – sono gli sciami di bambini che ti corrono incontro e, divertiti di vedere persone dalla pelle così stranamente pallida, gridano tu babù! (i bianchi!). In Guinea, metà della popolazione ha meno di 18 anni. Questa ‘ricchezza’ di giovani porta con sé grandi potenzialità, ma comporta altresì, complesse sfide per lo sviluppo del paese.
I giovani sono una forza economica, sociale e culturale dinamica e promettente, ma non sempre sono capaci di inventare il proprio futuro percorrendo strade nuove. Manca il confronto con qualsiasi realtà culturale diversa dalla loro e il rapporto con l’Occidente è filtrato dai pochi media presenti, con il risultato di idealizzazioni o peggio, mistificazioni deleterie. I giovani ogni giorno devono lottare anzitutto per sopravvivere, mantenersi in salute, svolgere il lavoro domestico, dei campi o nella bottega artigianale, devono sostenere le loro famiglie.
Completare l’istruzione di base è un lusso che solo pochi fortunati riescono a realizzare. Il primo impegno di GuineAction onlus, fin dalla sua costituzione, è stato quello di incentivare con borse di studio, la scolarizzazione di base e superiore. Siamo partiti con il sostegno di poche decine di bambini e ragazzi ed ora riusciamo a mandarne a scuola più di 170. Non facciamo nessuna differenza di razza, religione, sesso. Entrano nel progetto e vengono sostenuti coloro che altrimenti non avrebbero le possibilità di studiare a causa della povertà della famiglia. Questo è l’unico criterio per la selezione. Gli amici mussulmani (che in Guinea sono l’85% della popolazione) ci stimano per come lavoriamo e non mancano di dimostrarci la loro riconoscenza: sanno che siamo cattolici ma si rendono conto che non privilegiamo quelli della nostra religione. Ritengo questo un grande risultato sul piano del dialogo e dell’amicizia con il popolo Guineano soprattutto se si considera i sanguinosi attacchi ai cristiani nei paesi limitrofi.
Un ottimo risultato ottenuto in questo viaggio è stato anche l’incontro con le autorità (Governatore, Prefetto, Sindaco, Funzionari amministrativi). Ci hanno ricevuto con grande solennità e ci hanno manifestato il loro apprezzamento e il loro appoggio. Dubito che tale appoggio possa essere di ordine economico ma di sicuro è già molto che non ci ostacolino e che ci forniscano le documentazioni necessarie alla prosecuzione dei progetti. Tutto ciò presuppone una scelta strategica precisa e molto coerente con la nostra volontà di privilegiare politiche ed azioni di autosviluppo: quella cioè di consolidare, attraverso una presenza stabile, la nostra relazione con i partners istituzionali, con le Associazioni già operanti sul territorio e, soprattutto, con le popolazioni locali, in maniera che si possa meglio e più positivamente passare a programmi di sviluppo più integrati e, nel tempo, sicuramente più incisivi. Per questo abbiamo incontrato gli amici di AVED (Association des Volontaires a l’Education pour le Developpement) con i quali già da due anni abbiamo intrapreso una collaborazione stabile regolata da un accordo di partenariato. Attualmente AVED è divisa in due sezioni: una a Kankan e l’altra a Kissidougou.
A Kissidougou Giorgia e Laura si sono dedicate all’animazione dei ragazzi che hanno aderito al progetto. Sono meravigliosi i disegni della scuola così come loro la immaginano! Il mitico pulmino Renault Trafic donato dalla Parrocchia di San Michele Arcangelo di Itri è arrivato quasi intero. Purtroppo i ‘bisognosi’ hanno sottratto l’albero di trasmissione che probabilmente avranno rivenduto per pochi franchi. Ma anche senza la trazione integrale e con la fatica di adattamento alla benzina africana, ha fatto il suo dovere accompagnandoci per tutto il viaggio.
La Pepinière di Kissidougou
La prima tappa è stata Kissidougou, dopo un viaggio di 560 Km percorsi in 23 ore. E’ stato difficile trattenere l’emozione quando, arrivati al terreno dove sorgerà la scuola nel quartiere di Fero, siamo stati accolti dai ragazzi e dagli amici di AVED con le musiche e le danze. I dieci semi di cola sono per loro il segno dell’amicizia forte e dell’affetto che ci lega. Si chiamerà La Pepinière, Il Vivaio; ogni bimbo è un piccolo seme che un giorno diventerà un grande albero. Da subito i nostri tecnici si sono messi al lavoro con le maestranze locali. Franco e Massimiliano si sono dedicati per quattro giorni a battere i piani e a tirare le lenze cercando di spiegare agli operai gli esecutivi del progetto.
Kondiadou
Con l’equipe sanitaria abbiamo raggiunto la parrocchia di Pierre dove per due giorni sono state visitate le persone del villaggio. Che dire? Un grande senso di impotenza di fronte ai grandi bisogni e alla scarsità dei mezzi. La malaria è per loro come il raffreddore da noi. Veder morire di febbre gialla quando basterebbe un vaccino o di ernia quando basterebbe una banalissima operazione, lascia sconcertati e addolorati. Ma questo ci ha portati a ritrovare un nuovo slancio per andare avanti. Sentiamo forte nell’anima il morso del più!
Dandou
Fare una passeggiata a Dandou (il villaggio natale dove vivono la mamma e la sorella minore di Pierre) è sempre di grande consolazione: si fa un bagno di umanità! I bambini incuriositi e divertiti ci sommergono e non ci mollano un secondo. Occorre solo lasciarsi andare e godere di una osmosi di gioia nella spontaneità e immediatezza della comunicazione non verbale, visto che anche il nostro francese incerto è del tutto inutile in questi villaggi di cultura Kissì.
L’Ambulatorio di Kankan
Tra poco il Centro Sanitario (a cui non abbiamo ancora dato un nome), aprirà le sue porte in particolare alle donne e bambini di Kankan che attendono con grandi speranze l’ultimazione dei lavori.
Il container è arrivato a destinazione con il contenuto un po’ malconcio a causa delle asperità del viaggio. In ogni caso siamo riusciti a sistemarne il contenuto in un deposito a pochi metri dall’ambulatorio. Appena ultimati i lavori trasferiremo ogni cosa nella destinazione definitiva.
Franco e Massimiliano, insieme a Getto e Roberto, si sono dedicati a battere i piani, e a tirare i fili per indicare al capo mastro l’inclinazione dei tetti e le ultime modifiche alla struttura.
Alessandra, Monica, Giorgia e Aris hanno visitato un centinaio di persone che pazientemente facevano la fila per tutto il giorno. Gli altri viaggiatori si sono dedicati alle compere. Le terre cotte, le stoffe di cotone grezzo, le statue di legno ecc. sono articoli di una bellezza così vera che avremmo voluto portare tutto ciò su cui si posavano gli occhi. Pesavamo le valige a braccio, con la speranza che, senza sforare dai tassativi 23 kg, ci fosse spazio per qualcos’altro. Le cose che siamo riusciti a portare le vedrete e potrete acquistarle domenica 7 ottobre p.v. quando ci incontreremo per l’Assemblea dei soci soci. Che dire ancora? Vi aspetto tutti all’Assemblea. Ho chiesto ad Aris, il nostro fotografo d’assalto, di presentarci il suo reportage. Spero possa essere presente perché la sua capacità di cogliere con l’obiettivo momenti e situazioni vissuti nel viaggio, sono il mezzo più efficace per farvi rivivere le nostre emozioni. Non mancate anzi, portate i vostri amici per stare insieme una sera e aprire la mente e il cuore, perché la terra di amarezza diventi sempre più, terra innamorata!
Il presidente,
Alfredo
