Oltre l’emergenza ebola. Pierre scrive agli amici italiani

Caro don Alfredo e amici italiani,

Ho piacere di scrivere un po’ di notizie e qualche considerazione.

1-    Io e la mia famiglia stiamo bene. Il lavoro pastorale in parrocchia a Nongoa si svolge abbastanza bene nonostante il panico generalizzato a causa del virus ebola.

2-    Rispetto all’epidemia da febbre emorragica, è una lotta continua, a tutto campo e che coinvolge tutti: governo, Medici Senza Frontiere, medici locali, giornalisti e autorità, responsabili religiosi… tutti preoccupati e impegnati per limitare prima possibile e nel modo più efficace il contagio. La gente continua però a morire perché ignora ancora la gravità della malattia ed è mal informata. Non si può poi fermare del tutto gli spostamenti della gente. Certo, lo so anch’io che sarebbe la cosa migliore, ma è solo spostandosi che la gente riesce a sopravvivere: commercianti, coltivatori, artigiani e gli stessi infermieri. I nostri giornalisti non sono preparati a veicolare le informazioni giuste.

I medici stranieri a volte si pongono in modo sbagliato, tanto da provocare nella mente della gente l’idea di una manipolazione o speculazione politica; e quindi poca gente si fida di loro.  Io in parrocchia con le piccole offerte speciali  e grazie ai vostri aiuti costanti, continuiamo con un gruppetto di volontari a sensibilizzare e ad  educare all’igiene del corpo, dell’ambiente e del cibo, distribuendo nei villaggi la varechina e altri disinfettanti per l’acqua. Ancora grazie per il vostro tempestivo intervento.

3-    Mi rendo sempre più conto, attraverso questa epidemia e ne sono convinto, che l’ignoranza o l’analfabetismo è la prima vera malattia da combattere in Guinea. Mi dispiace molto che ogni qualvolta l’occidente tenta di parlare della Guinea in particolare o dell’Africa in generale, finisce sempre per indugiare all’infinito sui tanti  altri mali che affliggono milioni di persone; ma il vero male è ben l’analfabetismo. E perciò ringrazio e incoraggio tutte le iniziative nazionali e internazionali che mirano all’educazione e alla promozione culturale; soprattutto ringrazio voi dell’Associazione GuineAction onlus con tutti i suoi soci e amici per la vostra concretezza nel sostegno allo studio di quasi 300 bambini e ragazzi, nella costruzione dell’ambulatorio a Kankan (che speriamo di inaugurare a breve) e della scuola a Kissidougou. L’ambulatorio si chiamerà HEREYADOU (cioè , Terra della libertà e della dignità), mentre la scuola l’abbiamo già battezzata LA PEPINIERE (il vivaio). Il nostro comune impegno in questa Associazione non significa semplicemente distribuire aiuti a chi ne ha subito bisogno per risolvere nell’immediato i problemi più urgenti di cibo e medicine; ma si tratta piuttosto di individuare e concentrarsi su un’area di intervento specifica e pianificare, insieme alle famiglie e le persone coinvolte, un programma per affrontare a lungo termine le cause che determinano le condizioni generali di povertà.

Tanti cari saluti e un grande abbraccio ad ognuno di voi.

Possa il Signore benedire tutte le vostre famiglie e le vostre iniziative per i più fragili e deboli della terra.

 

don Pierre