Il racconto di Erika

Il testo che segue racchiude in poche righe le emozioni e le riflessioni “a caldo” di Erika, la “pifferaia magica”, capace di tirarsi dietro centinaia di bambini con la sua carica di vita e di passione e con le sue canzoni.

Che dire della mia esperienza in Africa??!!….Sicuramente un sogno che ho inseguito per anni e che finalmente quest’estate ha visto la sua realizzazione!

Sembra paradossale, ma nonostante avessi da tempo il forte desiderio di andare per conoscere quella terra, quelle persone, pochi giorni prima di partire mi ha invaso una profonda paura mista ad intense emozioni.

Paura di non essere all’altezza, di non saper fare qualcosa di davvero utile per quei bambini, per quel mondo che immaginavo tanto povero.

E’ vero, quello è un mondo povero, ma solo perché a loro mancano quelle risorse utili e che noi abbiamo in abbondanza, perché quel mondo non è al passo con la tecnologia e con l’innovazione. Ma dal punto di vista dei rapporti umani, quelle persone possono insegnarci davvero come giocare bene la nostra vita, noi , me compresa, che siamo soprattutto attenti a voler raggiungere orizzonti larghi, strade fatte solo di smania di libertà e di grandezza, che spesso però risultano essere “autostrade senza uscita”, che ci portano alla disperazione e a circondarci di cose futili!

Questo l’ho capito perfettamente in tutto il tempo della mia permanenza in Guinea…

Lì non hai il bisogno di andare alla ricerca della libertà, sei libero nello spazio e nel tempo. Dal momento in cui apri gli occhi  la mattina, sei sereno anche se non hai ciò di cui, in Italia, non potevi fare a meno….

Sono una persona solare e chi mi conosce lo sa, amo ridere e sorridere sempre e in Guinea, anche da questo punto di vista, mi sono trovata a mio agio!

Non ricordo persone e bambini che non avevano stampato sul volto grandi sorrisi. Ovunque mi trovavo c’era sempre e comunque lo scambio di  saluti, di risate, con tutti, grossi e piccini!

Appena ci fu l’atterraggio in Guinea, mi alzai dal sedile, l’emozione mi saliva veloce, avevo freddo… poi scendendo dall’aereo, è stato l’odore che quella terra emanava a colpirmi particolarmente, quell’afa, quell’aria molto calda che mi ha catturata insieme a quell’abbraccio così dolce e caloroso di don Alfredo! Era il suo benvenuto per me…

Quando son arrivata erano le 4.00 del mattino, pioveva tanto, tra la stanchezza del viaggio e il buio capivo ben poco di quella realtà, ma nei giorni a seguire tutto si faceva sempre più chiaro. Il puzzle si componeva…

Ovviamente di questo puzzle non hanno fatto parte solo le persone che via via ho incontrato in quella terra ma anche le persone con le quali sono partita,e con le quali ho condiviso quest’esperienza fantastica.

Non posso dimenticare i militari che ci hanno accompagnato ad ogni passo che il gruppo faceva. E Don Pierre! Ho trovato in tutti loro un senso di profonda comunità, di complicità, di amicizia , di voglia di stare bene insieme nella condivisione e nella concretezza più assoluta!

Niente era mio o dell’altro, tutto era di tutti a partire dallo stesso cucchiaino di plastica che utilizzavamo per il nostro caffè mattutino.

E tutto questo mi piaceva… tanto! Non esistevano differenze di nessun genere, tutti eravamo chiamati a stare li  allo stesso modo, ognuno di noi con i propri limiti, con il proprio carattere ma con la certezza che nella nostra diversità stavamo colorando, con quella gente, con quei bambini le nostre giornate, le loro giornate, con i colori più belli!

Quest’esperienza in Guinea mi ha visto partecipe in modo particolare con i bambini, sicuramente perché spinta da un amore e una passione innata che io nutro per loro.

Così ho messo a disposizione me stessa, inizialmente nella paura di “far danni”. Ho giocato e soprattutto, cantato con i bambini ovunque: nelle scuole, nei villaggi che visitavamo o semplicemente per strada…

Ricordo ogni minimo brivido che ha attraversato la mia pelle quando vedevo intorno a me tutti quei bambini gioiosi, o quei bambini impauriti che poi alla fine riuscivo quasi sempre a far sorridere tra le mie braccia, nei nostri girotondi, nelle canzoni: la vecchia fattoria, si Pistaaaaa, o in quell’abbraccio che mi son inventata dove dopo il mio OLE’ tutti ci correvano incontro per abbracciarci, tutti insieme!

Io tra tutti quei fantastici bambini… Sensazioni ed emozioni uniche che rimarranno sempre indelebili nel mio cuore!

Questo è solo un breve ma credo intenso riassunto, di ciò che ho vissuto nella mia vita quotidiana reale, di quel mondo lontanissimo, affascinante, dolcissimo e talvolta crudele.

La mia è solo una esperienza, che va messa insieme a quella di tante altre, alle vite di uomini, bambini, anziani, donne. Il mio è semplicemente il racconto di gente che era distante, lontana fisicamente, ma che ha camminato con me verso un’unica luce, L’AMORE e il CORAGGIO.

Son sicura che qualcuno al di sopra di noi ha fatto si che io e gli altri componenti del gruppo potessimo conoscerci e conoscere tutto questo!

Tutto doveva accadere, ed è successo in una cornice meravigliosa, la terra madre di tutte le terre, la terra dei colori, dei rossi tramonti, delle danze, dei sorrisi, degli animali,dell’ospitalità: l’ Africa…

Erika