Convocazione unita’ di crisi per l’emergenza ebola in Guinea

Cari amici,

Vi scrivo ancora per dirvi che siamo in contatto con don Pierre al quale abbiamo espresso la vicinanza di tutti voi e la disponibilità a fare tutto quello che è necessario per sostenerlo.
In quanto parroco della parrocchia di Nongoa, zona di confine tra Guinea, Sierra Leone e Liberia, Pierre si trova proprio nel posto in cui la malattia, il terribile virus di Ebola, si esprime nella sua massima virulenza e, da quanto ho capito, è anche il posto da cui l’epidemia è partita.
Eravamo li nel mese di agosto. Un posto meraviglioso dove un fiume segna il confine tra gli stati (vedi foto allegata). Ed ora quegli amici sono lì a rischiare la vita lottando contro un nemico invisibile e spietato.
Pierre è in prima linea e, come sempre, non si tira indietro e si spende, ma non con le adeguate protezioni. E questo ci preoccupa perché lui è temerario e farebbe di tutto per la sua gente esponendosi in prima persona. Come sapete, non c’è una cura per il virus di ebola. L’unica cosa da fare è contenere il contagio con misure straordinarie tutte di tipo profilattico.
Così Pierre ha dato fondo a tutte le sue risorse e, per acquistare il materiale per la prevenzione e l’igiene (parliamo soprattutto di varechina e disinfettante per l’acqua), ha fatto anche delle collette in chiesa. Ma occorre molto di più. Con l’ultimo container, abbiamo spedito qualche pacco di guanti in lattice, delle mascherine e qualche camice, ma non so quanto questo sia sufficiente e in ogni caso, Pierre deve trovare il modo di andare a prenderli a Kankan (250 km più a nord). Ieri, 25 marzo, abbiamo inviato a nome di tutti voi un contributo economico di 5000€ (stornandolo da altre voci di bilancio e prendendo tutto il ricavato dalla vendita dei calendari e dei libri “Terra innamorata”). Desideriamo che Pierre possa procurarsi tutto l’occorrente in tempi brevi e che possa disporre delle risorse necessarie per sostenere la sua gente.
Medici Senza Frontiere ha mandato una trentina di dottori e sta inviando materiale, ma i medici sono fermi a Gueckedou dove hanno allestito una unità di isolamento dei malati e di diagnosi per i casi sospetti, ma non si spingono dove la malattia è più aggressiva. Perciò in villaggio di Pierre, Nongoa, è privo di assistenza sanitaria e il materiale non è ancora arrivato. Tutto quello che fin’ora si è fatto è iniziativa di Pierre e della sua comunità.
E’ per questo che ci mobilitiamo subito mettendo in atto delle iniziative di raccolta fondi, considerando che acquistare in loco è molto più conveniente che spedire dall’Italia. Non sappiamo cosa altro fare per il momento, semplicemente perché non c’è niente che possiamo fare….
…o forse si: POSSIAMO PREGARE…..
Vi aspetto.

Alfredo

Per giovedì 27 marzo, è convocato il Consiglio Direttivo
allargato a tutti i soci che vogliono partecipare ad una sorta di
UNITA’ DI CRISI
perché, se occorre, dobbiamo essere pronti a mobilitarci in tutti i modi possibili.

Ci vediamo nella Parrocchia di Sant’Erasmo alle ore 19.30