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Less is more! Corso sul volontariato 2017-18

 

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Il corso sul volontariato per ragazzi di scuola superiore partirà quest’anno con anticipo per lasciare più spazio ai laboratori di servizio presso le associazioni di volontariato coinvolte nell’iniziativa. Per i ragazzi delle scuole che hanno aderito al progetto, il corso ha validità ai fini dell’alternanza scuola-lavoro.

Come ogni anno il motto è “Abita il presente” perché questo è l’atteggiamento giusto di chi vuole sprigionare energia vitale: abitare il qui e ora!

Ma quest’anno il titolo, estremamente significativo, è espresso con un binomio al contrasto “meno e più”. La domanda è: cosa è meno e cosa è più?

Less is more!

A volte ciò che sembra meno può sprigionare un più! Sarà un percorso interessante che coinvolge persone impegnate in varie forme di volontariato e persone che nel terzo settore hanno investito le proprie energie, la fantasia, le risorse… la vita!

Si parte allora!

Di seguito il programma distribuito anche in forma cartacea nelle scuole. Tutte le informazioni sono nella brochure che può essere scaricata e diffusa liberamente.

 

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L’Africa ti conquista

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Ho pensato e ripensato alla mia Africa, e fin ora non ho mai messo su carta le mie emozioni perché a tante non so dare un nome o comunque so che nessuna parola potrebbe esprimerne l’intensità e la potenza. Se dovessi dire cosa mi ha colpito di più direi: la purezza e la bellezza della vita e dell’essere vivo. Questa è la più grande lezione che l’Africa mi ha dato. L’amore per la vita, in tutta la sua complessità. La vita che è disagio, rabbia, ingiustizia, dolore ma anche gioia, spontaneità, riconoscenza, gratitudine, bellezza; perché quando apparentemente hai poco e invece senti di avere tutto, capisci che la vita è un’immensa bellezza nonché la più grande ricchezza che si possa desiderare e avere. L’Africa mi ha sbattuto in faccia con prepotenza questo: la ricchezza più grande è saper amare la vita. E non è facile, e non è scontato; è sconvolgente soprattutto che ad insegnarmelo sia stato proprio chi, per il nostro modus vivendi, non ha niente. Saper vivere significa essere grati per tutto quello che ci appartiene e ci circonda; significa accettare e vivere il dolore così come la gioia, consapevoli che siano entrambi, e allo stesso modo, essenziali; significa godere il “qui ed ora”, noia annessa e connessa; significa guardare il bicchiere mezzo pieno anche solo perché, nonostante tutto, si è vivi; significa meravigliarsi e sorprendersi delle piccoli cose; significa condividere, credere, avere fiducia, osservare, ascoltare, amare.

 

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Ringrazio l’Africa oggi e la ringrazierò per sempre. Ricordo ogni istante, ogni sensazione, ogni emozione… e, se potessi, rivivrei proprio tutto allo stesso modo. Africa è speranza; Africa è fiducia; Africa è calore e gratitudine. Le immagini che mi scorrono in testa mentre scrivo sono infinite, ma la prima sono i piedi. Piedi di un bimbo pieni di cicatrici con dentro insetti; piedi stanchi di anziani saggi, che continuano a camminare e illuminare il villaggio come possono; piedi di donne inarrestabili e invincibili, che non si fermano e che con tanti pesi continuano (spesso a stento) a camminare; piedi di ragazzi che costruiscono e camminando e costruendo, sognano un domani diverso e migliore. E poi le mani: mani che si stringono, si incontrano, si sostengono.

Sì, l’Africa è speranza. Perché si piega e non si spezza, con le sue mani e con i suoi piedi si fa luce e trova la luce; è un popolo che sta andando avanti, è scuole che si costruiscono, persone che studiano, imparano e progettano. Ho fatto e visto cose che non avrei mai pensato di fare e vedere, eppure mi sono sentita sempre a casa e non ho mai desiderato di essere altrove se non lì. Sono andata per “dare” e ho ricevuto l’inimmaginabile. L’Africa mi ha regalato occhi e mente nuovi per guardare il mondo e per questo le sono riconoscente oggi e per sempre, così come sono riconoscente alle “guide” (di cui ho una stima immensa) che mi hanno permesso di vivere quest’esperienza e ai miei compagni di viaggio, dal primo all’ultimo, perché non ne avrei potuto desiderarne di migliori. L’Africa non è terra da conquistare… l’Africa ti conquista!

 

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Un’Africa che colpisce dritta, dritta al cuore!

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È la quarta volta che torno in Africa e, come si dice da quelle parti: o l’Africa ti respinge o ti trattiene per sempre, ossia una parte di te resta lì, ancorata a quella realtà cruda e vera che ti ribalta decisamente. In questi due mesi dal ritorno, mi accorgo di aver fatto silenzio attorno e dentro di me, di averne parlato proprio poco, di aver conservato all’interno del mio cuore e della tua testa, della gioia, dello stupore, delle urla di dolore soffocate, delle lacrime asciutte, non cadute e, nei miei sogni delle notti italiane, fanno capolino scene di vita vera, non romanzata, non sterilizzata dai social network; vita narrata, vissuta, osservata… scene di una quotidianità straziante, tanto è la potenza che evocano, vitali e passionali, tanto è l’energia che richiamano.

Il viaggio si apre per noi con un richiamo alla fedeltà: fedeltà al luogo in cui dovevamo vivere per quasi un mese; fedeltà alla “guida” che ci conduceva, don Pierre; fedeltà alla gente che avremmo incontrato, un incontro che doveva diventare scambio e non giudizio… “gustatevi il panorama, senza farvelo guastare dalla mosca che vi passerà davanti all’occhio”, non fatevi intristire da angosce inutili, ma indignatevi di quello che sono le scabrosità di questo mondo che è ormai commercio globale, di merci e uomini, che toglie umanità, che toglie pensiero critico, che toglie bellezza alla ricchezza delle differenze dell’umanità stessa.

Viaggi di questo tipo, i viaggi dell’anima come amo definirli, sono quelli che ti ridimensionano, ti ricollocano in un posto piccolino, ti fanno capire di essere semplicemente Uomo, ma per tua fortuna, nato nella parte privilegiata del mondo. Allora smetti di credere di avere in tasca la cultura giusta con la giusta visione della realtà, la cultura millenaria ed evoluta… e capisci quanto ci stiamo perdendo dell’essere uomini capaci di semplicità, di attenzione all’altro, di condivisione, di infanzia; infanzia di fronte alla quale,  dobbiamo semplicemente inchinarci.

Ho in mente scene di bimbi che in una decina e più si organizzano nello spartirsi del cibo donato, una bambina di sette otto anni, che raccoglie la caramella gommosa alla sorellina di due, la porta in bocca gliela succhia per pulirgliela e poi gliela ridona, ho in mente bimbi che vengono al pozzo a tirare l’acqua per noi, ho in mente bambini che colorano o disegnano sul mio quaderno aspettando il proprio turno… Fedeli alla vita, una vita in salita, una vita che spesso non perde la forza di sorridere, di giocare. Mi fanno sempre pensare i bambini africani perché sanno gestire tutto… la fame, il dolore, la sete e… persino la noia… quanto è difficile ormai per i nostri bambini tutto ciò!

E vedere la forza dirompente di questi bambini e soprattutto di queste bambine, che fin dalla più tenera età hanno sulle loro spalle dei piccoli ma preziosi fardelli mi fa pensare a quanto l’Africa sia un po’ donna!

 

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In fondo, quando si è là, sia sotto il sole cocente, sia sotto la notte buia e colma di stelle, si cerca di capire questa Africa e lo si fa con tutte le forze! …ma la sua cultura per lo più ci sfugge, non si farà mai conoscere fino in fondo tanto è così ancestrale, così viscerale, così legata a tutto ciò che è tradizione e religione, religione e tradizione. L’Africa è donna, perché ogni volta che vi ritorno capisco e resto affascinata dalla forza delle donne africane, il loro non cedere mai, l’andare avanti tra carichi e pesi di una vita difficile, tra gravidanze ripetute, con strade piene di buche e sassi, con bambini e pesi sulla testa, come se un po’ si caricassero il peso di un mondo che ancora deruba e mai restituisce. La donna è sacra, ma è ancora molto spesso vittima; la donna è colei che ha in grembo la saggezza, ma spesso deve tacere; la donna è colei che mette al mondo dei figli che ancora troppo spesso, deve perdere; la donna è colei che ha tra le mani fuochi di conoscenza, ma che ancora troppo spesso ha meno diritti all’istruzione…

Credo che la cosa che più mi ha colpito di questo viaggio sia stato il ragionare sul diritto alla cura, siamo stati in villaggi in cui un ascesso ad un dente di un bambino, può diventare una morte bianca per mancanza di cure, o dove una lieve complicazione in un parto può compromettere per sempre la salute del nascituro, dove le ferite aperte sui piedi dei bimbi diventano nugolo per bestie ed insetti di vario genere. Villaggi dimenticati da Dio, nel mezzo della foresta e forse i più cari a Dio perché sono gli ultimi di un mondo che ancora li depreda…

Ma al contempo è stato bellissimo vedere il brulicare di vita attorno alla costruzione della scuola di Fero, la nostra Pépinière, una scuola costruita con lo sforzo e la fatica, ma attorno alla quale abbiamo visto tanta gente lavorare, piegare ferri, tagliarli, segnarli con il gesso, un lavoro manuale da noi ormai perso e superato ma che lì raduna su un tetto tanta gente che grazie a questa costruzione può avere un salario con cui mangiare…un tetto che diventerà casa di conoscenza, di sapere, una costruzione che sarà una scuola, una scuola che creerà conoscenza e quindi sapere.

 

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Un semplice dato: nelle scuole guineane non esistono i libri… quanto fa comodo per lo stato e per il mondo intero mantenere nell’ignoranza tanta gente… Sono questi gli urli di rabbia soffocati, le urla per i diritti calpestati, per cose basilari che mancano… e accanto a questi, ci sono le urla di gioia, nel sentire all’improvviso tra le fronde, riecheggiare “nella vecchia fattoria…” e rispondere a distanza “ia, ia oh” e non aver voglia di essere in nessun altro posto se non lì…

Un viaggio che si è concluso con due giorni a Conakry, la capitale, l’inferno, una discarica a cielo aperto, con ingorghi di traffico e un formicaio di gente, in cui i topi camminano a fianco dei bambini e i bambini non riescono neanche a respirare tra lo smog e la polvere perenne… un luogo dove, dopo i primi minuti, già non hai dubbi sul perché molta gente d’Africa cerchi un futuro migliore altrove…

Un viaggio che nella maturità della quarta scoperta, trova l’incanto e la meraviglia di una terra che continua a colpire dritta, dritta al cuore!

 

Annalisa

Il cerino e la notte

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Dopo un mese e qualche giorno di rientro dall’Africa colgo il momento per ringraziare tutti coloro che in questo viaggio sono stati con me fisicamente… i miei splendidi compagni di viaggio: Maria Vittoria, Milena, Raffaella, Sandra, Ilaria, Emilia, Maria Pia, Franco, guidati e condotti alla scoperta di questo meraviglioso paese, da due amici: don Pierre e don Alfredo…
Un mese di Africa, che cosa vuol dire?
Alfredo una delle prime sere ci disse: “Quando è buio è meglio accendere un cerino piuttosto che bestemmiare contro la notte”…questa frase mi ha colpito in pieno…Quando sei in quelle terre bisogna osservare, imparare, amare, guardare, cercare, studiare, abbracciare, cantare, lavorare, stare, sono tutti verbi all’infinito, tutto è all’ennesima potenza, tutto ti mette a dura prova dalle emozioni più difficili e brutte a quelle più gioiose…Cosa possiamo fare noi, in questo ritorno? Accendere dei cerini, di conoscenza, di scoperta, di dialogo, di riflessione, di pace! Dopo un viaggio in Africa capisci quanto il mondo abbia bisogno di evolvere, di maturare, di crescere, di diventare adulto, di capire quanto DEVE all’Africa da secoli, quanto urli giustizia e quanto in realtà voglia e desideri pace. Sono infinitamente riconoscente, a Don Pierre, che quotidianamente tra la sua gente si spende senza sosta per garantire dignità, cultura, speranza a tanti tantissimi giovani e bambini e un grazie infinito a GuineAction perchè ne condivido e sostengo pienamente i modi e la causa…Con voi, in Repubblica di Guinea, mi sono sentita a casa…

 

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Idee in movimento. Assemblea di GuineAction onlus

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Cari amici,

appena tornati dall’ultimo viaggio di agosto 2017, approfittando della presenza di don Pierre che rimane in Italia fino al 27 settembre p.v., desideriamo condividere con voi la ricchezza dell’esperienza vissuta e le riflessioni che ci portiamo nel cuore. Davvero sperimentiamo come le idee possano produrre movimento e incidere sul tessuto sociale e culturale della Guinea, ma anche dell’Italia. Il racconto di alcuni dei viaggiatori arricchirà la condivisione di riflessioni e di emozioni nuove.

L’appuntamento è per

Sabato 23 settembre 2017 alle ore 19.30

presso l’Aula Consiliare

del Comune di Itri (LT)

Vi aspettiamo numerosi!

 

Il Direttivo di GuineAction onlus

Corrispondenza con la Guinea

Eccola, finalmente, è arrivata la nostra grande occasione di abbracciare, anche se solo, per lettera, i figli di Guinea; di far sapere loro che, non solo li sosteniamo nello studio perché diventino grandi nel loro paese, ma, anche, che sono, costantemente, nei nostri pensieri e che vogliamo che stiano bene e siano felici.

Anche quest’anno, a luglio, don Alfredo ed un gruppo di volontari andranno in Guinea e potranno portare nelle loro valigie, le lettere che ciascuno di noi scriverà al proprio ragazzo/a sostenuto/a, così come in tante altre occasioni, ha già fatto don Pierre per noi, consegnandoci lettere, foto e doni carinissimi, in segno di grande riconoscenza da parte dei genitori dei bimbi sostenuti.

Come fare??? Semplice!!!

Basta scrivere una lettera in italiano o, preferibilmente, in francese e spedirla, entro il 30 giugno 2017, all’associazione Guineaction onlus viale Europa, 15 –  04020 Monte San Biagio (LT), mettendola in doppia busta: la prima con il nome del ragazzo/a sostenuto/a e il nome del sostenitore e, poi, in una seconda  l’indirizzo dell’associazione alla quale farla pervenire qui in Italia.

Non perdiamo questoccasione!.

Passi di donna. Annalisa presenta il suo libro “Pozzo e cenere” a Itri

 

 

Sabato 13 maggio 2017, alle 19.00, presso il Museo del Brigantaggio di Itri, verrà a trovarci una nostra cara amica: Annalisa Bertrand, autrice del libro “Pozzo e cenere”, nato dopo il suo viaggio in Guinea nel 2013.

Annalisa è una giovane donna ed un’ insegnante di scuola dell’infanzia, che ama tantissimo i bambini, tanto da definirli i suoi più grandi maestri. È una donna che ama viaggiare, non solo per piacere ma anche per fare volontariato, infatti, è stata in Brasile, in Romania e, per ben tre volte in Africa, ed, infine, ama scrivere tutto ciò che prova e vive nei suoi viaggi.

Ci racconterà la sua storia, le sue emozioni, le sue passioni, il suo viaggio; di come ha conosciuto don Pierre e il suo sogno di costruire una scuola per i bambini di Kissidougou. Ci farà conoscere una parte di Africa, di come lì, i tempi siano più lenti e di come si possa aspettare, anche per tre giorni, un taxi.

Ci parlerà delle donne della Guinea e, anche, delle piccole donne, perché una bambina di tre anni “ha già tre anni”, e quindi, può “dare una mano”.

Conosceremo i personaggi del suo libro, persone che, realmente, ha incontrato ed hanno fatto parte del suo soggiorno in Guinea: la piccola Fajà e la saggia zia Mary, la dolce Fatì e il panettiere Mammadou ma poi tanti altri bambini del villaggio e, non ultimo, il grande, sempre allegro e grintoso don Pierre.

Sarà una serata tutta al femminile, dove i passi di donna segneranno un cammino fatto di amicizia, di gioia di stare insieme, di solidarietà e partecipazione; una serata fra esperienze di vita vera, letture e musiche dal vivo; dove il dono più grande sarà il donarsi usando il cuore.

AMICIZIE GRANDI COME L’AFRICA

 

La nostra scuola ha avuto l’opportunità di realizzare un progetto interculturale con bambini di un villaggio della Guinea Conakry, grazie all’associazione Guineaction.

L’anno scorso le prime medie (le attuali seconde) si sono riunite per incontrare don Pierre, esponente dell’associazione originario della Guinea, e due ragazze dell’associazione. Don Pierre ha raccontato ai ragazzi quanto sia difficile per i bambini andare a scuola e quanto desiderino studiare. Ha mostrato delle foto di una scuola in costruzione sostenuta da Guineaction, infine ha invitato i ragazzi a scrivere delle lettere ai bambini della Guinea.

I ragazzi hanno scritto le lettere prima in italiano e poi in francese, lingua ufficiale della Guinea. Nello scriverle si sono emozionati, raccontando della famiglia, degli amici e di Itri.

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L’anno dopo (cioè quest’anno a novembre) i ragazzi  hanno rincontrato dei membri dell’associazione: Assunta e Civita, due ragazze che sono state in Guinea. Le ragazze hanno parlato del loro viaggio e mostrato degli oggetti, ad esempio degli strumenti musicali che i bambini della Guinea hanno costruito. Hanno parlato anche di come in Guinea  le persone sanno vivere con l’essenziale.

Assunta e Civita hanno  detto un proverbio usato in Guinea: ”L’uomo dice il tempo passa, il tempo dice l’uomo passa”. Significa che dalle nostre parti andiamo sempre di fretta, con la preoccupazione di non avere mai  tempo, mentre da loro la vita si svolge lentamente.

Alla fine dell’incontro Assunta e Civita hanno dato le lettere di risposta dei bambini e ragazzi della Guinea agli insegnanti, che poi le hanno consegnate ai ragazzi.

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Nel ricevere le lettere i ragazzi hanno provato tanta felicità e gioia; mentre le aprivano avevano tanta curiosità ed eccitazione perché stavano conoscendo attraverso un foglio di carta un nuovo amico che vive in Guinea.

Oltre a scrivere le  lettere, i ragazzi hanno contribuito all’adozione di una bambina di nome Guilavougui Gamaie, di quattro anni, per permetterle di andare a scuola, dando un euro a testa.

Con questo gemellaggio tutti hanno capito l’importanza dell’amicizia, che anche se a distanza e tra culture diverse, resta la cosa più bella al mondo!

Agnese Campus e Chiara Tarantino

 

 

Istituto Comprensivo Itri

Scuola secondaria di primo grado

Assemblea dei soci e amici

Domenica 19 Febbraio 2017 alle ore 19.00, presso la sala San Probo della Parrocchia Sant’Erasmo di Formia, si terrà l’assemblea dei soci e degli amici di GuineAction dedicata al tema “Il futuro fra le mani”. E’ sempre più forte la convizione che non c’è sviluppo senza l’istruzione e che  la Pépinière, la nostra scuola, è il contributo concreto allo sviluppo autentico del popolo guineano oltre che la concreta partecipazione ad un futuro di pace.

I punti all’ordine del giorno saranno

  • Tesseramento 2017
  • Relazione sulle attività svolte nel 2016
  • Discussione e approvazione del bilancio consuntivo esercizio 2016 e preventivo 2017
  • Programmazione delle attività 2017
  • Varie ed eventuali

Prepariamoci insieme ad affrontare questo nuovo anno associativo con lo slancio e la passione che da sempre hanno accompagnato i nostri passi.

Fare scorta di coraggio

Quando guardiamo il nostro passato con gli occhi del futuro, perdiamo la gioia del presente; quando guardiamo il nostro futuro con gli occhi del passato, rischiamo di essere assenti al presente. Ma quando viviamo il presente con la gioia dei bei ricordi passati, possiamo accogliere il nostro futuro con più dignità, serenità e leggerezza.

È necessario, dunque, conservare nei cuori la tenerezza del passato, fare scorta di coraggio per stupirsi del presente e così trovare la speranza viva nel nostro futuro. Pensando personalmente a tutte le esperienze belle di amicizia, di fratellanza e di familiarità che abbiamo vissuto insieme, mi sento veramente molto sereno in questa fine di anno per affrontare le nuove sfide del 2017.
Vorrei dunque augurare ad ognuno di voi e a tutte le vostre famiglie, tutte le emozioni possibili nelle piccole cose, ma che siano straordinarie e piene di significato, per potervi meravigliare ancora delle grandi cose che già possedete. Vi auguro inoltre per questo nuovo anno la grazia di saper ascoltare oltre il semplice sentire; di saper guardare oltre il semplice vedere; di saper dire oltre il semplice parlare; di sapervi donare oltre il semplice dare. Se anche lontani, siete sempre con noi e dentro di noi, insieme a tutte le famiglie e ai bambini che state sostenendo.

Che il Signore possa disporre i vostri cuori per accogliere con più serenità tutte le sfide del nuovo anno. Grazie a tutti voi, per tutto quello che fate, ma soprattutto per quello che siete per noi.
Un grande abbraccio a tutti voi.

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