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È con orgoglio che l’Associazione GuineAction onlus annuncia il raggiungimento di un obiettivo importante: l’apertura della scuola elementare-media di Kissidougou, “La Pepiniere”. Come sapete sono terminati i lavori per le prime otto aule che saranno operative a partire dal prossimo anno scolastico, con inizio nel mese di Settembre 2018. Ringraziandovi di quanto già fatto, GuineAction vi invita a contribuire fornendo del materiale scolastico per i futuri allievi che la nuova scuola accoglierà.

Inoltre, i viaggi realizzati negli ultimi anni, ci hanno permesso di definire con più chiarezza le condizioni sanitarie della Guinea e di quali siano le effettive necessità a cui, cercheremo sempre più, di rispondere. Dalla collaborazione dei diversi viaggiatori impegnati in ambito sanitario sono quindi emersi due punti fondamentali:

– La definizione delle patologie di più frequente riscontro e per le quali la disponibilità di farmaci in loco é estremamente limitata;
– La necessità di medicinali di “semplice” uso perché meglio adatti alla gestione clinica che il nostro ambulatorio è realmente in grado di offrire al paziente.

Nasce quindi l’idea di orientare la raccolta farmaci secondo questi bisogni attraverso la lista qui allegata, nella quale abbiamo indicato i principi attivi, insieme ad esempi di nomi commerciali, cosi da rendere possibile la donazione di farmaci generici equivalenti.

Forza allora, senza stop né ripartenze, perché quando è la vita a chiamare non ci si può mai fermare ma si può solamente continuare ad andare avanti con tanta voglia di esserci!

 

Per quanto riguarda la scuola ci servono quaderni, penne, matite, gomme, colori, righelli, astucci, zaini ecc.

Per i farmaci trovate la lista allegata di seguito che potete scaricare, stampare e diffondere.

 

La raccolta avrà inizio il 1° Maggio e si protrarrà fino al 16 Settembre

presso le salette della Parrocchia di Sant’Erasmo V.M. di Formia.

Per info scrivere a guineaction@gmail.com oppure contattare il 338 8764492

 

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SONO INDIGNATO! L’APPELLO DI PADRE ALEX ZANOTELLI ALLE NOSTRE COSCIENZE

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GuineAction onlus fa proprio il grido di dolore e di indignazione di Padre Alex Zanotelli

e propone integralmente il suo appello alle nostre coscienze di uomini e di cristiani.

 

 

Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.

E’ bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. E’ morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!

E’inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.

E’ disumano vedere arrivare a Pozzallo sempre sulla nave Open Arms Resen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia , inorridito ha detto :”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti”.

E’ criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti – secondo il il Rapporto del segretario generale dell’ONU, A. Guterres – a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale , a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel Rapporto si condanna anche ”la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare.”

E’ scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare l’arrivo dei migranti in Europa.

E’ illegale l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.

E’ immorale anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha visto la morte di sette bambini!

E’ disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi – ha detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos – è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”

E’ vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie  insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m, nella neve.

Ed è incredibile che un’Europa che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.

Europa , cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. E’ questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.

Ho paura che , in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth :”Ero affamato, assetato, forestiero…” E’ quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. E’ questa la carne viva di Cristo oggi.

 

                                                                                              Alex Zanotelli

 Napoli, 24 marzo 2018

 

Foto riferite all’incontro del 23-05-2016 con Padre Alex Zanotelli nella Parrocchia di S. Erasmo V.M. – Formia

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In punta di piedi nelle tradizioni africane

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Quando si torna da un viaggio di questo tipo, solitamente, la prima cosa che ci viene da fare è parlare e raccontare tutto quello che abbiamo vissuto, le cose che abbiamo visto, le emozioni che abbiamo provato, e spesso lo si fa senza neppure pensare troppo a cosa si stia dicendo. È solo dopo qualche giorno che cominciamo a rimettere in ordine le idee e i pensieri come fossero pezzi di un puzzle e a riflettere.

Uno degli aspetti più affascinanti e oscuri di questi popoli è il legame che esiste con le loro tradizioni, dove per “tradizione” non si intende solo l’insieme di usanze e costumi tipici di ogni paese, ma è qualcosa che va oltre, e risiede dietro tutto ciò che è facilmente visibile. Tradizione e consuetudine, sono la legge che regola i rapporti umani ed il legame che tiene uniti i membri di una stessa etnia; legame che, con il tempo, si è andato in molti casi rafforzando per far fronte ad influenze esterne, tra cui l’occupazione da parte dell’Occidente. Il capo del villaggio è l’anziano, il saggio, poiché incarna e protegge la tradizione che talvolta è al di sopra della stessa legge dello Stato. In società come queste, gerarchia sociale e rituali di vario tipo sono accettati senza riserva dalla popolazione. Questo è ciò che dà ad un comportamento il carattere di consuetudine, di cosa sentita come obbligatoria e la cui obbligatorietà va conservata e tramandata nel tempo.

L’escissione è forse, nelle tradizioni con cui siamo venuti in contatto, l’aspetto per noi più difficile da comprendere. Occorre perciò porsi qualche interrogativo che ci aiuti innanzitutto a capire per poi cercare eventuali percorsi di eradicazione del fenomeno. Abbiamo parlato con molte donne africane toccando vari aspetti della loro vita ma, quando si arrivava all’escissione, ci è stato premesso che: “per l’escissione è più complicato”. L’argomento va affrontato con delicatezza. Ci si pone come un ospite a casa di uno sconosciuto: si entra in punta di piedi, non ci si siede se non dopo esser stati invitati a farlo, ci si può guardare intorno ma non si tocca nulla. Poiché essa non è solo una pratica crudele e senza senso: è una consuetudine, è l’astratto che si fa concreto nella mente delle persone, radicata com’è nella cultura che la protegge e la giustifica.

Affrontare questo argomento vuol dire anche essere pronti a vedere le molte contraddizioni che vi girano intorno, e a capirle prima di giudicarle. La prima è molto evidente: in Guinea l’escissione è vietata per legge ormai da diversi anni, eppure il Paese resta, con più del 90% delle donne escisse, tra i primi nel mondo per tasso di diffusione del fenomeno. La seconda, meno evidente, trova la sua causa nella complicata rete di rapporti esistenti nella famiglia e più in generale nel villaggio. Sappiamo infatti che in Africa si dà molta importanza al giudizio e al volere degli anziani, e questo anche nel caso dell’escissione, in cui in particolare giocano un ruolo fondamentale le nonne. Perciò, può succedere che la figlia di una donna che si batte nella lotta all’escissione sia comunque sottoposta a tale pratica per volere altrui.

Alla luce di ciò pensiamo che sia necessario e indispensabile entrare in questa cultura, guardare le cose più da vicino, toccarle, e prescindere per un attimo dalle nostre convinzioni e dal nostro sapere per domandarci: che valore ha per loro?; cos’è che rende questa pratica tanto importante da essere conservata nonostante le conseguenze che comporta?; si è pienamente consapevoli di tali conseguenze?

Noi abbiamo provato a cercare delle risposte, e le abbiamo trovate con l’aiuto di Alphonsine Mara e Simone Camara, due delle dieci ragazze che sono state beneficiarie del supporto all’istruzione attraverso il progetto di GuineAction, e che oggi studiano all’università ed hanno fondato una loro associazione: “Les Amies de l’Avenir”. Nonostante sia una piccola associazione che sta nascendo adesso, le ragazze sono molto determinate ed hanno ben chiaro quali dovranno essere i loro obiettivi. Il loro sguardo è rivolto soprattutto alle bambine. Infatti, come ci spiega Simone, in molte città del Nord della Guinea, come Mandiana, Siguiri o Kouroussa, la situazione è molto difficile perché non viene data la giusta importanza all’istruzione, perciò le bambine spesso non vengono mandate a scuola perché si preferisce che restino a casa ad aiutare la mamma nelle faccende o nel lavoro del commercio. Attualmente Alphonsine, Simone e le altre sostengono loro stesse, e quindi senza alcun finanziamento esterno, gli studi di due bambine. Ma tra i loro obiettivi vi è anche la lotta all’escissione. “È un fatto culturale” – ci dice Alphonsine – “se una bambina che non ha fatto l’escissione vede una sua amica che l’ha fatta si domanderà perché lei no, e quando tornerà a casa chiederà alla madre di farla anche lei”. Le ragazze ci spiegano inoltre che uno dei problemi è l’ignoranza delle persone circa le conseguenze che questa pratica può comportare sulla salute della donna. Gli chiediamo allora cosa bisogna fare, concretamente, per la lotta all’escissione e loro ci rispondono che la cosa più importante è l’istruzione, soprattutto delle bambine, e la sensibilizzazione villaggio per villaggio, casa per casa.

“Les Amies De L’Avenir” è la prova evidente che si sta sviluppando, soprattutto tra i giovani, una coscienza nuova, il desiderio di un vero cambiamento, e uno spirito critico che gli permette di guardare al loro paese con occhi diversi e di soffermarsi ad analizzare tutti quei fattori, anche culturali, che prima venivano accettati in modo passivo.

L’Africa è cultura, è un mondo che si nasconde dietro l’evidenza. Sembra scontato dirlo, ma in Africa nulla è mai, semplicemente, come appare ai nostri occhi. C’è sempre una spiegazione dietro ogni cosa, per quanto assurda e incomprensibile ci possa sembrare, così come c’è una storia dietro ogni uomo e una tradizione dietro ogni popolo. E finché non saremo capaci di spogliarci delle nostre convinzioni, non per annullarle ma per impedire che offuschino il nostro giudizio, finché non saremo capaci di buttar giù quel velo che ci annebbia la vista, finché non tenteremo di andare oltre una comprensione approssimativa e superficiale, per noi volgere lo sguardo all’Africa sarà sempre come alzare gli occhi verso il sole: lo guarderemo senza mai riuscire a vederlo davvero, diventando col tempo incapaci di vedere anche tutto il resto.

Ilaria Antogiovanni

 

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La Pépinière

Assemblea dei soci e amici di

GuineAction onlus

Sabato 24 Febbraio 2018 ore 19.00

Sala San Probo

Parrocchia S. Erasmo V.M. Formia (LT)

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CORSO VOLONTARIATO 2018. ELENCO LABORATORI

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Pubblichiamo l’elenco dei laboratori scelti dai ragazzi del corso di volontariato 2018. La suddivisione è fatta per classi.

TALLINI

POLLIONE

 

NAUTICO

 

MATER DIVINAE GRATIE

 

 

LICEO SCIENTIFICO GAETA

 

FILANGIERI

 

CICERONE

 

 

 

 

 

Gli auguri di don Pierre. Realizzazione del solaio della scuola

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Cari amici, pace e bene a tutti voi!

“Quando si riceve il pane dall’altra parte del fiume, non si ringrazia prima la persona che te l’ha dato, ma la persona che ha attraversato il fiume con il tuo pane”. Vorrei veramente ringraziare GuineAction per tutti i loro sacrifici e tutti i rischi del viaggio e del soggiorno che affrontano ogni anno per arrivare fino a noi e stare con noi. Un ringraziamento profondo anche a tutti voi, amici e collaboratori di GuineAction, e a voi benefattori. Possa il Signore rendere sempre fecondo tutto quello che seminate nella nostra terra e benedica la vostra generosità che, come ultima cosa, ci ha permesso di realizzare il solaio della scuola di Kissidougou.

Fra tutte le attività delle Associazioni “GuineAction onlus” e “AVED Guinée”, la realizzazione del solaio della scuola di Fero è stata l’attività più attesa. In realtà ci faceva paura più di tutti i lavori precedenti: tutti ci chiedevamo: come realizzarlo? dove trovare le tonnellate di cemento, ferro, sabbia, granito, legno… necessarie e sufficienti per coprire un’area di 600 m2? Quanti giorni di lavoro ci vorranno e quanti lavoratori occorrono? e tecnicamente quali accorgimenti adottare? Nonostante questi timori, siamo rimasti fiduciosi e abbiamo sempre creduto a quelle antiche parole dei saggi: “Yom pila del soli Bunde” (un albero da solo non fa una foresta). Questo vuol dire che GuineAction in realtà è l’insieme di tutti quelli che ci amano, ci guardano e ci sostengono da vicino e da lontano.

La realizzazione di 600m2 di solaio ha visto il lavoro di quasi 500 persone senza contare i tanti bambini che pure si davano da fare, con gli occhi pieni di speranza! Tanti di loro sono venuti a vedere nascere il luogo nel quale cresceranno e matureranno. “La Pépinière”, “Il Vivaio”, è questo il nome della loro scuola, e loro sono i tanti semini che un giorno diventeranno una foresta rigogliosa, tanti alberi diversi pieni di frutti!

Insomma per cinque giorni, da giovedì 5 ottobre alle 9:00 fino a lunedì 9 ottobre 2017 alle 16:00 il cantiere era come un formicaio di gente che lavorava gioiosa per una speranza che diventa sempre più concreta! Si, al di là della paga giornaliera, ciò che ispirava gli operai e i braccianti, era l’orgoglio e la felicità di partecipare alla realizzazione di un sogno. Ora davvero la nostra presenza si è consolidata ed ha preso forma nel distretto urbano di Kissidougou e, in particolare, nella periferia della città, nel quartiere Fero.

Ed io, ve lo dico, sono davvero orgoglioso di leggere sui volti e nei cuori della mia gente la fierezza di avere una scuola come simbolo di autonomia e di liberazione culturale; leggo in loro la soddisfazione perché tutto questo si sta realizzando attraverso la loro attiva partecipazione. Un bel proverbio della nostra tradizione dice: “peela tyèlan NDAN il ni Kenan Suwa“, “I fiumi che si incrociano si scambiano i pesci”.

Carissimi, desidero inviarvi i miei più sentiti auguri per il nuovo anno. Il Signore benedica voi, le vostre famiglie, i vostri cari, vivi e defunti e vi dia la grazia di affrontare con gioia e coraggio tutte le sfide che il nuovo anno 2018 ci porterà. Vi doni la grazia di vincere su tutto ciò che può oscurare la luce e la pace di Dio sui nostri volti. Vi rinnovo tutta la mia amicizia, la mia stima e la mia fiducia.

Personalmente, sto bene. Il lavoro pastorale in parrocchia mi rende felice nonostante le molte preoccupazioni quotidiane: la gente vive nella miseria, è afflitta da tante malattie e, il male dei mali, è senz’altro l’analfabetismo cronico. Da queste parti, nella mia nuova parrocchia che si trova nella zona delle miniere d’oro, si vede di tutto e si fa di tutto, dallo sfruttamento fisico a quello mentale. È veramente triste vedere tanta miseria in un paese così ricco! Tuttavia c’è anche la gioia della presenza della Chiesa: una presenza attiva e positiva, che cerca di fare sempre il meglio nello Spirito di Cristo e per Grazia Sua.

Vi trasmetto anche gli auguri dei membri di AVED, dei bambini che sostenete e delle loro famiglie. Con coraggio e gioia si stanno impegnando a rendere concreti i vostri aiuti e fruttuose le vostre iniziative.

Grazie a tutti voi. Possa il Signore accompagnare ciascuno di noi sulla via della propria felicità!

Buon Natale e felice anno 2018!

don Pierre Baba MANSARE

 

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Il tutto nel frammento – Calendario 2018

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Cari amici, soci e sostenitori

Domenica 10 Dicembre 2017 alle 17.30, ci ritroveremo ad Avezzano, presso il Teatrino di San Rocco

L’incontro è sempre un momento di formazione e informazione, è un’occasione per conoscersi, farsi conoscere, fare rete…..

Anche quest’anno, abbiamo pubblicato il bellissimo

   CALENDARIO 2018

dal titolo 

“il tutto nel frammento”

ed è sfogliandone le pagine che ci immergeremo nelle emozioni forti che la Guinea trasmette.

Diffondete l’invito a tutti coloro che vogliono conoscerci. Vi attendiamo numerosi ed entusiasti come sempre!

 

Frammenti d’Africa. Serata musicale e presentazione del Calendario 2018

L’Africa è come la tavolozza di colori di un pittore: hai mille tonalità a disposizione, ma scegli continuamente se usarle singolarmente o mescolarle insieme.

Venerdì 24 novembre alle 19.30

presso l’Aula consiliare del Comune di Itri (LT)

l’Associazione Guineaction onlus proverà a mescolare le diverse tonalità di colori, suoni e cibi per formarne di nuovi; nuove come le amicizie che nascono da un incontro, dallo stare semplicemente insieme, condividendo idee e progetti.

Frammenti d’Africa

questo è il titolo della serata, nella quale sarà possibile ascoltare i canti dei ragazzi africani che vivono nel comune itrano da oltre un anno che si mescoleranno con le note di una chitarra e di un violino di alcuni musicisti di Latina. Alla musica si aggiungeranno le danze delle ragazze che seguiranno il ritmo di djembe e shekere, in un vortice di colori derivanti dagli abiti, le stoffe e le tele dipinte dagli artisti guineani. Durante la serata, il racconto delle fiabe africane, permetterà ai partecipanti di entrare ancora di più nell’atmosfera dei luoghi, nei quali, il capo villaggio, sotto un baobab, raduna i bambini per raccontargli storie tramandate di generazioni in generazioni. Questi non sono altro che frammenti di chi l’Africa ce l’ha nel cuore, se la porta addosso per il colore della pelle, la rimpiange ogni giorno per la mancanza della famiglia, del lavoro, degli affetti più cari.

Guineaction vuole provare a dare un senso nuovo a questi frammenti: il senso della pienezza.

“Il tutto nel frammento”

è questo il tema che caratterizzerà il calendario 2018 che nella serata verrà presentato, attraverso le immagini e le frasi che ci accompagneranno nei 12 mesi dell’anno.

 

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Less is more! Corso sul volontariato 2017-18

 

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Il corso sul volontariato per ragazzi di scuola superiore partirà quest’anno con anticipo per lasciare più spazio ai laboratori di servizio presso le associazioni di volontariato coinvolte nell’iniziativa. Per i ragazzi delle scuole che hanno aderito al progetto, il corso ha validità ai fini dell’alternanza scuola-lavoro.

Come ogni anno il motto è “Abita il presente” perché questo è l’atteggiamento giusto di chi vuole sprigionare energia vitale: abitare il qui e ora!

Ma quest’anno il titolo, estremamente significativo, è espresso con un binomio al contrasto “meno e più”. La domanda è: cosa è meno e cosa è più?

Less is more!

A volte ciò che sembra meno può sprigionare un più! Sarà un percorso interessante che coinvolge persone impegnate in varie forme di volontariato e persone che nel terzo settore hanno investito le proprie energie, la fantasia, le risorse… la vita!

Si parte allora!

Di seguito il programma distribuito anche in forma cartacea nelle scuole. Tutte le informazioni sono nella brochure che può essere scaricata e diffusa liberamente.

 

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L’Africa ti conquista

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Ho pensato e ripensato alla mia Africa, e fin ora non ho mai messo su carta le mie emozioni perché a tante non so dare un nome o comunque so che nessuna parola potrebbe esprimerne l’intensità e la potenza. Se dovessi dire cosa mi ha colpito di più direi: la purezza e la bellezza della vita e dell’essere vivo. Questa è la più grande lezione che l’Africa mi ha dato. L’amore per la vita, in tutta la sua complessità. La vita che è disagio, rabbia, ingiustizia, dolore ma anche gioia, spontaneità, riconoscenza, gratitudine, bellezza; perché quando apparentemente hai poco e invece senti di avere tutto, capisci che la vita è un’immensa bellezza nonché la più grande ricchezza che si possa desiderare e avere. L’Africa mi ha sbattuto in faccia con prepotenza questo: la ricchezza più grande è saper amare la vita. E non è facile, e non è scontato; è sconvolgente soprattutto che ad insegnarmelo sia stato proprio chi, per il nostro modus vivendi, non ha niente. Saper vivere significa essere grati per tutto quello che ci appartiene e ci circonda; significa accettare e vivere il dolore così come la gioia, consapevoli che siano entrambi, e allo stesso modo, essenziali; significa godere il “qui ed ora”, noia annessa e connessa; significa guardare il bicchiere mezzo pieno anche solo perché, nonostante tutto, si è vivi; significa meravigliarsi e sorprendersi delle piccoli cose; significa condividere, credere, avere fiducia, osservare, ascoltare, amare.

 

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Ringrazio l’Africa oggi e la ringrazierò per sempre. Ricordo ogni istante, ogni sensazione, ogni emozione… e, se potessi, rivivrei proprio tutto allo stesso modo. Africa è speranza; Africa è fiducia; Africa è calore e gratitudine. Le immagini che mi scorrono in testa mentre scrivo sono infinite, ma la prima sono i piedi. Piedi di un bimbo pieni di cicatrici con dentro insetti; piedi stanchi di anziani saggi, che continuano a camminare e illuminare il villaggio come possono; piedi di donne inarrestabili e invincibili, che non si fermano e che con tanti pesi continuano (spesso a stento) a camminare; piedi di ragazzi che costruiscono e camminando e costruendo, sognano un domani diverso e migliore. E poi le mani: mani che si stringono, si incontrano, si sostengono.

Sì, l’Africa è speranza. Perché si piega e non si spezza, con le sue mani e con i suoi piedi si fa luce e trova la luce; è un popolo che sta andando avanti, è scuole che si costruiscono, persone che studiano, imparano e progettano. Ho fatto e visto cose che non avrei mai pensato di fare e vedere, eppure mi sono sentita sempre a casa e non ho mai desiderato di essere altrove se non lì. Sono andata per “dare” e ho ricevuto l’inimmaginabile. L’Africa mi ha regalato occhi e mente nuovi per guardare il mondo e per questo le sono riconoscente oggi e per sempre, così come sono riconoscente alle “guide” (di cui ho una stima immensa) che mi hanno permesso di vivere quest’esperienza e ai miei compagni di viaggio, dal primo all’ultimo, perché non ne avrei potuto desiderarne di migliori. L’Africa non è terra da conquistare… l’Africa ti conquista!

 

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