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+ Scuola + Umanità = Futuro. Assemblea dei soci e sostenitori

L’ASSOCIAZIONE GUINEACTION ONLUS
convoca l’Assemblea dei soci, sostenitori e amici per
Venerdì 29 Novembre 2019 ore 19.30
Presso il “Museo del Brigantaggio” Corso Appio Claudio, 268 Itri (LT)

Tale incontrò sarà l’occasione per rivivere insieme a don Alfredo le emozioni e gli incontri del suo ultimo viaggio. Verranno inoltre proiettati i dati aggiornati sullo stato dei lavori de “La Pépinière”, il complesso scolastico che si sta costruendo, e l’andamento dell’ambulatorio.

ODG:
Relazione sulle attività svolte nel 2019;
Aggiornamento sull’andamento dei progetti;
Varie ed eventuali.

NON MANCARE E PORTA CON TE QUALCHE AMICO! è l’occasione per conoscersi, farsi conoscere, fare rete……

La scuola: gestazione di una società umanizzata

Alzarsi la mattina alle 6.00 per andare a prendere i bambini di Kissidougou con lo scuolabus; vederne molti altri fare kilometri per giungere a piedi al quartiere Fero dove c’è la nostra scuola, “La Pépinière”; fare con loro l’alza bandiera e sentirli cantare l’inno nazionale; pregare “il Dio Unico” insieme a loro e ai loro insegnanti che li hanno educati ad andare oltre i confini religiosi; trascorrere mattinate intense insieme ad alunni e insegnanti nelle aule scolastiche senza pavimenti, né intonaci, né acqua, né luce… ma con cartine geografiche e libri, con lavagne fatte di intonaco liscio e pittura lavabile…

Ogni mattina alle ore 7.45 i bambini alzano la bandiera cantando l’inno nazionale
e pregando “il Dio Unico”

Io non so come raccontare tutta questa realtà che ho vissuto nel mio ultimo viaggio di gennaio 2019. Per tanti mesi non ho saputo raccontarlo e ho taciuto, ho atteso che maturassero in me le emozioni e che affiorasse la consapevolezza di quanto sensato sia lo sforzo che stiamo facendo per costruire una scuola nel cuore dell’Africa.

E poi ci sono stati i mesi successivi, con le vicende internazionali e quelle italiane. E io mi sento stretto in una morsa: mi tornano in mente i volti dei 327 bambini della nostra scuola e vedo attuare politiche sempre più negazioniste di ogni diritto per gli ultimi, sempre più escludenti, sempre più razziste e chiuse in visioni sovraniste. Il tutto senza opposizione se non quella della nostra coscienza.

E allora capisco davvero che l’unica strada possibile è quella di rinascere, di partorire nel dolore una umanità rinnovata, è quella di dispiegare le immense energie della creatività per generare una società umanizzata. E non conosco altro “grembo materno” che la scuola; non c’è un altro “utero” capace di dare forma ad un uomo planetario, unico possibile erede dell’homo sapiens ormai malato di demenza da delirio di onnipotenza.

Ogni aula è dotata di un mappamondo e di un planisfero

In ogni aula don Pierre ha voluto un mappamondo e un planisfero. Io stupidamente ho pensato che il planisfero fosse sufficiente e che il mappamondo (dove mai li avrà trovati poi quei 10 mappamondi in Guinea??!!) fosse un di più, uno spreco di risorse che potevano essere impiegate per qualche mattone in più, per arrivare al più presto a coprire di un tetto la struttura grezza. Ma invece no! Ha ragione lui, ancora una volta. L’ho capito adesso, in Italia. Non sarà che tanta ignoranza derivi dalla mancanza di mappamondi nelle nostra aule e nelle nostre case? Il planisfero ci abitua a pensare la terra come a degli spazi da occupare, magari anche con qualche guerra “santa”, ci abitua a dei confini che danno l’illusoria percezione che basti alzare un muro o chiudere dei porti per stare bene “a casa nostra” e che ciò che accade oltre quelle linee disegnate dai giochi di potere e dal sangue, non sia affare nostro. Ma il mappamondo no, non ce lo consente: il mappamondo dà la chiara percezione che siamo parte di uno stesso viaggio con un’unica “astronave” e che non ci sono centri né periferie. Se guardi l’umanità spalmata su quel globo lo senti nelle vene che siamo alimentati dalla stessa linfa e che “o impariamo a vivere insieme come fratelli, o moriremo insieme come degli idioti” (M.L.King). Al planisfero bastano due dimensioni: longitudine e latitudine. Il mappamondo include una terza dimensione che ti costringe a guardare considerando le cose nella loro profondità!

L’uomo occidentale che pensava di aver rapito il fuoco agli dei perché è andato sulla luna e ha scisso l’atomo, oggi si chiude in casa propria e ha paura di essere invaso. Ma non ha capito che l’illusione neo liberista di trasformare il mondo in un unico mercato globale, dove l’unica legge è la forza del dominio da parte del più forte, espone alla fragilità estrema gli equilibri vitali del pianeta e pone la questione della sopravvivenza in termini globali. Ma crediamo davvero che le miopi politiche sovraniste ci salveranno? Che basterà proteggere i confini per stare meglio? Che finanziare le mafie d’oltre mare perché trattengano i migranti nei lager, torturandoli e uccidendoli, risolverà i nostri problemi? Che lasciar affogare in mare uomini, donne e bambini, ci renderà migliori? Che continuare a mercificare le risorse della terra (prime fra tutte l’acqua!) ci renderà economicamente più ricchi? Che aumentando la produzione, il commercio e l’utilizzo privato delle armi, ci permetterà di stare più “sicuri”? Che continuando a produrre beni inutili, commissionati da bisogni indotti, sia la soluzione per far crescere il PIL?

Da che mondo è mondo le guerre hanno fatto la storia e spesso, studiare la storia, significa parlare di vincitori e vinti: i primi si arricchiscono, gli altri soccombono. E fino a che i patrioti erano da una parte della linea di confine e i nemici dall’altra, la storia si è svolta con la narrazione delle sue crudeltà, con i suoi crimini, giustificati dall’obbedienza ai comandi di un despota o di una ragion di stato. Ma oggi contro chi stiamo combattendo per conservare il nostro tenore di vita e per continuare a consumare all’infinito? Stiamo combattendo contro i nostri figli!!! E’ questa l’amara verità! La nostra generazione è la prima che ha dichiarato guerra ai propri figli che diciamo di amare con tutto noi stessi e che, con tutto noi stessi stiamo condannando ad una esistenza grama o all’estinzione. Politicucce in deficit senza nessuna visione di cambiamento sono cambiali che pagheranno i nostri figli! L’incapacità di cambiare atteggiamento nelle politiche energetiche manderà a fuoco il pianeta, che sarà sempre meno abitabile ed ospitale per le generazioni future! L’invecchiamento e la denatalità, uniti all’emigrazione (perché in Italia, checché ne dicano i nostri politici, il problema emigrazione è di gran lunga più grave di quello dell’immigrazione!) spopoleranno i nostri paesi e, per pagare le nostre pensioni, i nostri figli dovranno rinunciare ai loro diritti, come già sta accadendo da anni, oppure se ne andranno all’estero dove verranno meglio apprezzati per quello che sanno offrire!

Ecco allora che sento di essere nel cuore della storia sia mettendomi fra i banchi con i bambini di Kissidougou, che incontrando in Italia i tanti studenti delle nostre scuole che mi chiamano a parlare dell’Africa. E’ lì che mi sento bene. E’ a scuola che il mio animo si acquieta perché so che c’è un modo diverso di stare al mondo e che i nostri bambini, insieme ai bambini di tutto “il mappamondo”, sono l’umanità nuova che ci insegnerà nuovi stili di vita. Sento che il nostro pianeta poggia sulle spalle dei bambini che studiano ed io, seduto fra i banchi con loro, ho la chiara percezione che le sue basi sono ancora salde!

Alfredo

La ricreazione

“PER UNA CULTURA CHE GENERA L’UMANO”. Assemblea di GuineAction onlus

L’ASSOCIAZIONE GUINEACTION ONLUS 

convoca l’Assemblea dei soci, sostenitori e amici per

Sabato 23 Febbraio 2019 ore 19.30

Presso la Parrocchia Sant’Erasmo di Formia

ODG: 

Relazione sulle attività svolte nel 2018 

Discussione e approvazione del bilancio consuntivo esercizio 2018 e preventivo 2019 

Tesseramento 2019 

Programmazione delle attività 2019 

Varie ed eventuali

NON MANCARE E PORTA CON TE QUALCHE AMICO!è l’occasione per conoscersi, farsi conoscere, fare rete……


La nostra scuola “La Pépinière” ora è realtà. Scatti fotografici e video realizzati durante il viaggio di Gennaio mostreranno alcuni momenti delle attività scolastiche e l’entusiasmo dei giovani protagonisti

La Pépinière, un vivaio in crescita. Gli auguri di don Pierre

L’inaugurazione ufficiale del Complesso Scolastico è avvenuta il 14 luglio 2018 e ha visto una grande partecipazione sia delle autorità locali, sia dei cittadini di Kissidougou.

Alla presenza dei rappresentanti delle due associazioni partners, GuineAction onlus e AVED Guinée, dei bambini iscritti alla nostra scuola e dei loro amici e parenti, si è svolta in un clima di grande entusiasmo e gioia, la cerimonia di apertura al pubblico. Al discorso delle Autorità, dei rappresentanti degli studenti, delle famiglie e delle due associazioni protagoniste, ha fatto seguito un momento di preghiera interreligioso e un momento di festa.

La Pépinière”, fin dalla posa della prima pietra nel 2011, non ha mai smesso di attirare l’attenzione dei bambini, di alimentare i loro sogni e le speranze delle loro famiglie.

La nostra scuola è stata seguita in tutte le fasi della sua evoluzione con grande interesse perché costituisce, per il comprensorio di Kissidougou, un “faro” cui guardare, un punto di riferimento solido, una istituzione che ha una sua statura di serietà e in cui ferve grande vivacità, e l’orgoglio grande sta nel fatto che ogni cosa è fatta in uno stile di collaborazione italo-guineana dove tutti si sentono protagonisti. 

Pur essendo una scuola privata, la Pépinière è molto diversa da tutte le altre del Comune. Infatti essa è davvero una scuola dei poveri per i poveri e il suo intento si iscrive in un progetto educativo per tutti, attraverso un percorso educativo calibrato su ciascuno.

Peraltro, l’apertura delle scuole, prevista dal Governo Guineano per il 15 Settembre 2018, è slittato a causa di mancati accordi tra lo Stato ed il Sindacato degli insegnanti che chiedono l’aumento degli stipendi e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro e di vita. E’ triste per un Paese come il nostro, dove l’analfabetismo è ancora a più del 60%, che non si investa nella scuola e che si perdano quasi due mesi di lezione senza curarsi del danno che si arreca ai nostri bambini. 

E’ vero che l’educazione è compito specifico dei genitori, ma anche lo Stato deve assicurare l’istruzione dei suoi giovani attraverso  sistemi e strutture pedagogiche qualificati. Malgrado questi disordini per l’inizio della Scuola, la nostra Pépinière ha aperto le sue porte dal 10 Settembre 2018. Si è proceduto con l’assunzione del personale insegnante con la sistemazione della Direzione e la preparazione dei corsi di revisione in vista dei test di livello che ci permetteranno di stabilire la classe cui iscrivere i nuovi alunni. 

Secondo il programma elaborato dal Consiglio Pedagogico della Scuola, i ragazzi studiano dalle 8,00 alle 14,15 dal lunedì al venerdì; il sabato è riservato ai corsi di recupero per gli alunni del sesto anno (l’ultimo delle elementari) che si preparano ad affrontare l’esame finale. Le lezioni sono interrotte da due momenti di ricreazione di 15 minuti ciascuno: dalle 10,00 alle 10,15 e dalle 12,00 alle 12,15. Visto che la scuola dista circa 7 km dal centro città, ci siamo dotati di un  minibus di 30 posti per il trasporto degli alunni. Considerato però l’elevato numero di bambini, il minibus deve fare 5-6 viaggi la mattina dalle 6,30 alle 7,45 ed altrettanti dalle 14,20 alle 16,00.

Per il momento abbiamo un personale scolastico di 14 unità di cui 6 donne: un direttore; un amministratore; sette insegnanti di cui uno per il corso di inglese; due maestre per la materna; una donna addetta alle pulizie; un autista; un guardiano notturno. 

Per una migliore riuscita ed una qualificata formazione degli alunni e per agevolare gli insegnanti, abbiamo limitato il numero dei ragazzi a 40 per classe. Le classi sono fornite di banchi e arredi funzionali e di qualità; oltre a ciò, abbiamo dato gratuitamente ad ogni alunno e ad ogni insegnante tutti i libri obbligatori relativi alla classe frequentata, due uniformi da mettere a scuola e il trasporto in minibus dalla città alla scuola e viceversa.

Fino ad oggi, 30 ottobre 2018 abbiamo una popolazione scolastica totale di 320 alunni, di cui 166 ragazze, divisi in 10 classi.

Di questi 320 alunni abbiamo:

n. 167 ragazzi affiliati ad AVED

n. 85 ragazzi in attesa di affiliazione (cioè presi in carica dalla scuola ma, in attesa che intervengano sostenitori italiani, li sostiene GuineAction onlus)

n. 68 ragazzi che devono pagare integralmente la scuola ma, talvolta, a causa dell’indigenza delle famiglie, chiediamo soltanto una piccola partecipazione. 


Avendo inaugurato la scuola, come già detto, il 14 luglio, abbiamo deciso di mantenere questa data come “Memoriale” per la festa della nostra scuola. 

La Pépinière

Abbiamo composto per la nostra Scuola una Preghiera al Dio Unico che i bambini recitano tutti i giorni, all’inizio e alla fine delle ore di  lezione. Mi piace condividere con voi la preghiera che ci unisce ogni giorno al di là delle appartenenze religiose e vorrei fosse il mio augurio e l’auspicio di tempi in cui, come dice Isaia, la giustizia e la pace si baceranno. 

Auguri di buon Natale e felice anno nuovo. 

Pierre

PREGHIERA AL DIO UNICO

Dio Nostro Padre

Tu l’Onnipotente e l’Onnipresente

l’Onnisciente e l’Eterno,

Tu che ci hai creati e ci fai esistere

Che guidi le nostre vite

Gloria e lode a Te!

Sii oggi, l’aiuto delle nostre azioni degne e virtuose

Rendici fedeli a Te e fiduciosi in Te.

Perché in Te noi crediamo, in Te speriamo

E in Te ci rifugiamo.

Illuminaci con i raggi del tuo sole 

E annaffia le nostre vite con la tua Acqua Divina.

Estendi abbondantemente la tua Generosità e la Tua Misericordia,

La Tua Benedizione e la Tua Grazia

Ai nostri parenti, ai fondatori e ai benefattori della nostra scuola,

Ai nostri maestri ed educatori e ad ognuno di noi.

A TE ONORE LODE E GLORIA PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI
AMEN

Sans frontières, Assemblea di GuineAction onlus

Perché la scuola è l’unica possibilità che abbiamo di abitare oltre i confini segnati dal potere e dall’avidità

L’ASSEMBLEA SI SVOLGERA’

PRESSO LA PARROCCHIA SACRO CUORE DI GESU’ – FORMIA (LT)


MARTEDI’ 18 DICEMBRE 2018 – ORE 19,30

Vi aspettiamo numerosi per condividere i momenti più emozionanti del viaggio 2018  e aggiornarvi sui progetti

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È con orgoglio che l’Associazione GuineAction onlus annuncia il raggiungimento di un obiettivo importante: l’apertura della scuola elementare-media di Kissidougou, “La Pepiniere”. Come sapete sono terminati i lavori per le prime otto aule che saranno operative a partire dal prossimo anno scolastico, con inizio nel mese di Settembre 2018. Ringraziandovi di quanto già fatto, GuineAction vi invita a contribuire fornendo del materiale scolastico per i futuri allievi che la nuova scuola accoglierà.

Inoltre, i viaggi realizzati negli ultimi anni, ci hanno permesso di definire con più chiarezza le condizioni sanitarie della Guinea e di quali siano le effettive necessità a cui, cercheremo sempre più, di rispondere. Dalla collaborazione dei diversi viaggiatori impegnati in ambito sanitario sono quindi emersi due punti fondamentali:

– La definizione delle patologie di più frequente riscontro e per le quali la disponibilità di farmaci in loco é estremamente limitata;
– La necessità di medicinali di “semplice” uso perché meglio adatti alla gestione clinica che il nostro ambulatorio è realmente in grado di offrire al paziente.

Nasce quindi l’idea di orientare la raccolta farmaci secondo questi bisogni attraverso la lista qui allegata, nella quale abbiamo indicato i principi attivi, insieme ad esempi di nomi commerciali, cosi da rendere possibile la donazione di farmaci generici equivalenti.

Forza allora, senza stop né ripartenze, perché quando è la vita a chiamare non ci si può mai fermare ma si può solamente continuare ad andare avanti con tanta voglia di esserci!

 

Per quanto riguarda la scuola ci servono quaderni, penne, matite, gomme, colori, righelli, astucci, zaini ecc.

Per i farmaci trovate la lista allegata di seguito che potete scaricare, stampare e diffondere.

 

La raccolta avrà inizio il 1° Maggio e si protrarrà fino al 16 Settembre

presso le salette della Parrocchia di Sant’Erasmo V.M. di Formia.

Per info scrivere a oppure contattare il 338 8764492

 

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SONO INDIGNATO! L’APPELLO DI PADRE ALEX ZANOTELLI ALLE NOSTRE COSCIENZE

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GuineAction onlus fa proprio il grido di dolore e di indignazione di Padre Alex Zanotelli

e propone integralmente il suo appello alle nostre coscienze di uomini e di cristiani.

 

 

Sono indignato per quanto sta avvenendo sotto i nostri occhi verso i migranti, nell’indifferenza generale. Stiamo assistendo a gesti e a situazioni inaccettabili sia a livello giuridico, etico ed umano.

E’ bestiale che Destinity, donna nigeriana incinta, sia stata respinta dalla gendarmeria francese. Lasciata alla stazione di Bardonecchio, nella notte, nonostante il pancione di sei mesi e nonostante non riuscisse quasi a respirare perché affetta da linfoma. E’ morta in ospedale dopo aver partorito il bimbo: un raggio di luce di appena 700 grammi!

E’inammissibile che la Procura di Ragusa abbia messo sotto sequestro la nave spagnola Open Arms per aver soccorso dei migranti in acque internazionali, rifiutandosi di consegnarli ai libici che li avrebbero riportati nell’inferno della Libia.

E’ disumano vedere arrivare a Pozzallo sempre sulla nave Open Arms Resen, un eritreo di 22 anni che pesava 35 kg, ridotto alla fame in Libia, morto poche ore dopo in ospedale. Il sindaco che lo ha accolto fra le sue braccia , inorridito ha detto :”Erano tutti pelle e ossa, sembravano usciti dai campi di concentramento nazisti”.

E’ criminale quello che sta avvenendo in Libia, dove sono rimasti quasi un milione di rifugiati che sono sottoposti – secondo il il Rapporto del segretario generale dell’ONU, A. Guterres – a “detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale , a lavori forzati e uccisioni illegali.” E nel Rapporto si condanna anche ”la condotta spregiudicata e violenta da parte della Guardia Costiera libica nei salvataggi e intercettazioni in mare.”

E’ scellerato, in questo contesto, l’accordo fatto dal governo italiano con l’uomo forte di Tripoli, El- Serraj (non c’è nessun governo in Libia!) per bloccare l’arrivo dei migranti in Europa.

E’ illegale l’invio dei soldati italiani in Niger deciso dal Parlamento italiano, senza che il governo del Niger ne sapesse nulla e che ora protesta.

E’ immorale anche l’accordo della UE con la Turchia di Erdogan con la promessa di sei miliardi di euro, per bloccare soprattutto l’arrivo in Europa dei rifugiati siriani, mentre assistiamo a sempre nuovi naufragi anche nell’Egeo: l’ultimo ha visto la morte di sette bambini!

E’ disumanizzante la condizione dei migranti nei campi profughi delle isole della Grecia. “Chi vede gli occhi dei bambini che incontriamo nei campi profughi – ha detto l’arcivescovo Hyeronymous di Grecia a Lesbos – è in grado di riconoscere immediatamente, nella sua interezza la “bancarotta dell’umanità.”

E’ vergognoso che una guida alpina sia stata denunciata dalle autorità francesi e rischi cinque anni di carcere per aver aiutato una donna nigeriana in preda alle doglie  insieme al marito e agli altri due figli, trovati a 1.800 m, nella neve.

Ed è incredibile che un’Europa che ha fatto una guerra per abbattere il nazi-fascismo stia ora generando nel suo seno tanti partiti xenofobi, razzisti o fascisti.

Europa , cosa ti è successo?”, ha chiesto ai leader della UE Papa Francesco. E’ questo anche il mio grido di dolore. Purtroppo non naufragano solo i migranti nel Mediterraneo, sta naufragando anche l’Europa come “patria dei diritti”.

Ho paura che , in un prossimo futuro, i popoli del Sud del mondo diranno di noi quello che noi diciamo dei nazisti. Per questo mi meraviglio del silenzio dei nostri vescovi che mi ferisce come cristiano, ma soprattutto come missionario che ha sentito sulla sua pelle cosa significa vivere dodici anni da baraccato con i baraccati di Korogocho a Nairobi (Kenya). Ma mi ferisce ancora di più il quasi silenzio degli Istituti missionari e delle Curie degli Ordini religiosi che operano in Africa. Per me è in ballo il Vangelo di quel povero Gesù di Nazareth :”Ero affamato, assetato, forestiero…” E’ quel Gesù crocifisso, torturato e sfigurato che noi cristiani veneriamo in questi giorni nelle nostre chiese, ma che ci rifiutiamo di riconoscere nella carne martoriata dei nostri fratelli e sorelle migranti. E’ questa la carne viva di Cristo oggi.

 

                                                                                              Alex Zanotelli

 Napoli, 24 marzo 2018

 

Foto riferite all’incontro del 23-05-2016 con Padre Alex Zanotelli nella Parrocchia di S. Erasmo V.M. – Formia

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In punta di piedi nelle tradizioni africane

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Quando si torna da un viaggio di questo tipo, solitamente, la prima cosa che ci viene da fare è parlare e raccontare tutto quello che abbiamo vissuto, le cose che abbiamo visto, le emozioni che abbiamo provato, e spesso lo si fa senza neppure pensare troppo a cosa si stia dicendo. È solo dopo qualche giorno che cominciamo a rimettere in ordine le idee e i pensieri come fossero pezzi di un puzzle e a riflettere.

Uno degli aspetti più affascinanti e oscuri di questi popoli è il legame che esiste con le loro tradizioni, dove per “tradizione” non si intende solo l’insieme di usanze e costumi tipici di ogni paese, ma è qualcosa che va oltre, e risiede dietro tutto ciò che è facilmente visibile. Tradizione e consuetudine, sono la legge che regola i rapporti umani ed il legame che tiene uniti i membri di una stessa etnia; legame che, con il tempo, si è andato in molti casi rafforzando per far fronte ad influenze esterne, tra cui l’occupazione da parte dell’Occidente. Il capo del villaggio è l’anziano, il saggio, poiché incarna e protegge la tradizione che talvolta è al di sopra della stessa legge dello Stato. In società come queste, gerarchia sociale e rituali di vario tipo sono accettati senza riserva dalla popolazione. Questo è ciò che dà ad un comportamento il carattere di consuetudine, di cosa sentita come obbligatoria e la cui obbligatorietà va conservata e tramandata nel tempo.

L’escissione è forse, nelle tradizioni con cui siamo venuti in contatto, l’aspetto per noi più difficile da comprendere. Occorre perciò porsi qualche interrogativo che ci aiuti innanzitutto a capire per poi cercare eventuali percorsi di eradicazione del fenomeno. Abbiamo parlato con molte donne africane toccando vari aspetti della loro vita ma, quando si arrivava all’escissione, ci è stato premesso che: “per l’escissione è più complicato”. L’argomento va affrontato con delicatezza. Ci si pone come un ospite a casa di uno sconosciuto: si entra in punta di piedi, non ci si siede se non dopo esser stati invitati a farlo, ci si può guardare intorno ma non si tocca nulla. Poiché essa non è solo una pratica crudele e senza senso: è una consuetudine, è l’astratto che si fa concreto nella mente delle persone, radicata com’è nella cultura che la protegge e la giustifica.

Affrontare questo argomento vuol dire anche essere pronti a vedere le molte contraddizioni che vi girano intorno, e a capirle prima di giudicarle. La prima è molto evidente: in Guinea l’escissione è vietata per legge ormai da diversi anni, eppure il Paese resta, con più del 90% delle donne escisse, tra i primi nel mondo per tasso di diffusione del fenomeno. La seconda, meno evidente, trova la sua causa nella complicata rete di rapporti esistenti nella famiglia e più in generale nel villaggio. Sappiamo infatti che in Africa si dà molta importanza al giudizio e al volere degli anziani, e questo anche nel caso dell’escissione, in cui in particolare giocano un ruolo fondamentale le nonne. Perciò, può succedere che la figlia di una donna che si batte nella lotta all’escissione sia comunque sottoposta a tale pratica per volere altrui.

Alla luce di ciò pensiamo che sia necessario e indispensabile entrare in questa cultura, guardare le cose più da vicino, toccarle, e prescindere per un attimo dalle nostre convinzioni e dal nostro sapere per domandarci: che valore ha per loro?; cos’è che rende questa pratica tanto importante da essere conservata nonostante le conseguenze che comporta?; si è pienamente consapevoli di tali conseguenze?

Noi abbiamo provato a cercare delle risposte, e le abbiamo trovate con l’aiuto di Alphonsine Mara e Simone Camara, due delle dieci ragazze che sono state beneficiarie del supporto all’istruzione attraverso il progetto di GuineAction, e che oggi studiano all’università ed hanno fondato una loro associazione: “Les Amies de l’Avenir”. Nonostante sia una piccola associazione che sta nascendo adesso, le ragazze sono molto determinate ed hanno ben chiaro quali dovranno essere i loro obiettivi. Il loro sguardo è rivolto soprattutto alle bambine. Infatti, come ci spiega Simone, in molte città del Nord della Guinea, come Mandiana, Siguiri o Kouroussa, la situazione è molto difficile perché non viene data la giusta importanza all’istruzione, perciò le bambine spesso non vengono mandate a scuola perché si preferisce che restino a casa ad aiutare la mamma nelle faccende o nel lavoro del commercio. Attualmente Alphonsine, Simone e le altre sostengono loro stesse, e quindi senza alcun finanziamento esterno, gli studi di due bambine. Ma tra i loro obiettivi vi è anche la lotta all’escissione. “È un fatto culturale” – ci dice Alphonsine – “se una bambina che non ha fatto l’escissione vede una sua amica che l’ha fatta si domanderà perché lei no, e quando tornerà a casa chiederà alla madre di farla anche lei”. Le ragazze ci spiegano inoltre che uno dei problemi è l’ignoranza delle persone circa le conseguenze che questa pratica può comportare sulla salute della donna. Gli chiediamo allora cosa bisogna fare, concretamente, per la lotta all’escissione e loro ci rispondono che la cosa più importante è l’istruzione, soprattutto delle bambine, e la sensibilizzazione villaggio per villaggio, casa per casa.

“Les Amies De L’Avenir” è la prova evidente che si sta sviluppando, soprattutto tra i giovani, una coscienza nuova, il desiderio di un vero cambiamento, e uno spirito critico che gli permette di guardare al loro paese con occhi diversi e di soffermarsi ad analizzare tutti quei fattori, anche culturali, che prima venivano accettati in modo passivo.

L’Africa è cultura, è un mondo che si nasconde dietro l’evidenza. Sembra scontato dirlo, ma in Africa nulla è mai, semplicemente, come appare ai nostri occhi. C’è sempre una spiegazione dietro ogni cosa, per quanto assurda e incomprensibile ci possa sembrare, così come c’è una storia dietro ogni uomo e una tradizione dietro ogni popolo. E finché non saremo capaci di spogliarci delle nostre convinzioni, non per annullarle ma per impedire che offuschino il nostro giudizio, finché non saremo capaci di buttar giù quel velo che ci annebbia la vista, finché non tenteremo di andare oltre una comprensione approssimativa e superficiale, per noi volgere lo sguardo all’Africa sarà sempre come alzare gli occhi verso il sole: lo guarderemo senza mai riuscire a vederlo davvero, diventando col tempo incapaci di vedere anche tutto il resto.

Ilaria Antogiovanni

 

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La Pépinière

Assemblea dei soci e amici di

GuineAction onlus

Sabato 24 Febbraio 2018 ore 19.00

Sala San Probo

Parrocchia S. Erasmo V.M. Formia (LT)

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